Mostre

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Saranno sette le mostre organizzate presso il foyer di Spazio Oberdan, e successivamente presso Area Metropolis 2.0, con il materiale storico, in prevalenza fotografico, raccolto sistematicamente in particolare negli anni ‘50-‘80 del ‘900, che la Cineteca di Milano ha acquisito attraverso donazioni, scambi e depositi dalle case di distribuzione.  L’obiettivo è quello di valorizzare l’archivio iconografico della Cineteca, facendo scoprire la bellezza e la ricchezza delle sue immagini: dalle foto di scena, ai ritratti in bianco e nero di attori e attrici del muto e del sonoro, agli scatti ‘rubati’ sui set, ai poster di cinema più rari o curiosi. Ogni mostra rimarrà in esposizione per circa 45 giorni, e verrà prodotto un giornale promozionale a corredo di ciascuna, gratuito per i possessori di Cinetessera.

 

DALL’1 GENNAIO AL 15 FEBBRAIO PRESSO SPAZIO OBERDAN
DAL 17 FEBBRAIO AL 19 MARZO PRESSO AREA METROPOLIS 2.0
LUIGI COMENCINI. ITALIA 1945/1948
Ingresso libero

Le più belle foto realizzate da Luigi Comencini esposte nel foyer di Spazio Oberdan in occasione del centenario della sua nascita (1916) e come evento inaugurale delle manifestazioni con le quali per tutto il 2017 festeggeremo i 70 anni della Cineteca Italiana, fondata nel 1947 proprio da Comencini insieme ad Alberto Lattuada.
Forse non tutti sanno che, prima di dedicarsi professionalmente al cinema, dopo la laurea in architettura Comencini è stato fotoreporter e critico di cinema di notevole statura, per «Domus», «Casabella», «Corrente», «Tempo Illustrato», «l’Avanti». Il suo talento di fotografo è passato in sordina, oscurato da quello successivo per l’immagine in movimento. Ci è parso giusto quindi dargli il meritato risalto, presentando anche a Milano, i 52 scatti in b/n recuperati grazie alla donazione di 2 album originali da parte di un erede di Ferdinando Ballo, che fu tra i soci fondatori della Cineteca. Collocabili tra il 1945 e il 1948, dal sapore neorealista, queste immagini raccontano senza retorica, con discrezione e rispetto verso i soggetti ripresi, un mondo scomparso, una geografia dei luoghi del quotidiano e dei mestieri, ed esprimono l’empatia del futuro regista verso i personaggi, specialmente quelli più semplici e indifesi e i prediletti bambini, che ritroveremo più tardi nel suo cinema.

 

DAL 19 FEBBRAIO AL 31 MARZO PRESSO SPAZIO OBERDAN
ROCCO E I SUOI FRATELLI. FOTO DI SET

Ingresso libero

Il 1960 non è stato soltanto l’anno de La dolce vita. Il milanese Luchino Visconti terminava infatti di girare, e presentava a Venezia, dove mancò di poco il Leone d’oro, uno dei titoli più noti e acclamati della sua filmografia, Rocco e i suoi fratelli.
La fotografia (Nastro d’Argento a Peppino Rotunno) con le molte riprese notturne, le inquadrature dall’alto, è un elemento di forza del film, che rende indimenticabili alcune scene topiche.
Per la seconda delle sette mostre fotografiche previste nel corso del 2017, la Cineteca ha chiesto a Giovanna Calvenzi di selezionare una quarantina di scatti del capolavoro di Visconti tra i circa duecento conservati in archivio. Gli autori (in prevalenza grandi professionisti come Paul Roland e Giovan Battista Poletto), adeguandosi alle scelte formali del direttore della fotografia, imprigionano gli istanti in cui si condensa il significato di un’intera scena, magari non presente poi nel montaggio finale; il loro lavoro tuttavia è prezioso perché documenta il ‘farsi’ del film, in una galleria di volti, sguardi, posture, ambienti, che possono essere riproduzioni fedeli delle scene o istantanee del backstage, dove sempre entra in gioco la loro personale sensibilità.
Segnaliamo che l’inaugurazione della mostra sarà domenica 19 febbraio alle ore 13, al termine della proiezione del film di Rocco e i suoi fratelli. Aperitivo per tutti i presenti.

 

 

 

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